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mercoledì 19 luglio 2017

Riscaldamento climatico e ipocrisia: il caso Norvegia

Una foresta recentemente incendiata per fare spazio all’agricoltura di sussistenza, nella Repubblica democratica del Congo.
La crisi del movimento ambientalista continua, non tanto per colpa di Trump, ma assai di più per le proprie contraddizioni e incapacità di scelta. Lo stop di Trump agli accordi di Parigi sul clima ha lasciato tutti senza parole ma ha anche chiarito molti equivoci e scoperto grandi ipocrisie. Il WSJ riporta che secondo esperti climatologi, se anche gli Stati Uniti avessero rispettato l'accordo, la riduzione dell'aumento della temperatura media sarebbe stato di 0,17 gradi Celsius nel 2100. Una inezia, ben inferiore ai due gradi che si suppone siano necessari ad evitare l'apocalisse climatica. Anche perché Cina e India non si sono impegnati a ridurre le emissioni almeno fino al 2030, poi si vedrà. Nel frattempo i due giganti demografici ( e ora anche economici) continueranno ad aumentare il consumo di carbone. Gli unici che stanno facendo qualcosa sono i paesi europei ed infatti il prezzo medio dell'energia elettrica nell'UE è salito del 55% dal 2005 al 2013. Gran parte della crisi economica del vecchio continente è legata alle politiche energetiche di cosidetta sostenibilità (sostenibilità politica e di facciata, ma insostebilità di fatto economica). Ciononostante, le emissioni in Germania sono aumentate negli ultimi due anni in quanto sono stati bruciati più idrocarburi per compensare l'energia nucleare ridotta e una inaffidabile produzione solare ed eolica. Ma complessivamente si deve constatare che, con o senza Trump, questi accordi sul clima, da Kyoto a Parigi, hanno sostanzialmente fallito. Quando gli ambientalisti falliscono gli obiettivi si consolano con la mitologia della catastrofe: l'Apocalisse distruggerà il pianeta o, in versione minore, ucciderà miliardi di umani ristabilendo l'equilibrio. Ma nessuna mitologia riuscirà a tirarli fuori da una crisi che per ora appare irreversibile.
Così gli ambientalisti oscillano tra periodi di attivismo inutilmente ottimistico e periodi di attesa della catastrofe prossima ventura.
Unica costante che mai viene meno nell'ideologia degli ecologisti è l'antropocentrismo. Tutta la loro azione, questo bisogna dirlo chiaramente, non è centrata sull'ambiente: è centrata sull'uomo, i cui diritti di crescita illimitata non possono mai essere messi in discussione. Di qui nascono tutte le contraddizioni e l'inutilità dell'azione ambientalista, quella inefficacia da tutti percepita che di fatto ne ha segnato negli ultimi decenni la fine politica. Ormai i partiti e i movimenti verdi hanno percentuali insignificanti persino in nord europa dove fino ad alcuni anni fa sembravano in crescita.
Vediamo in particolare come l'ideologia antropocentrica (che ha a suo fondamento il concetto che il cosmo sia al servizio dell'uomo e delle sue esigenze) abbia concretamente affossato la lotta contro il riscaldamento climatico di un paese in cui gli ambientalisti partecipano alla politica ambientale del governo: la Norvegia. Il governo norvegese sotto la guida del Primo Ministro Signora Erna Solberg è stato tra i più attivi al convegno sul clima di Parigi nell'opporsi ai consumi di idrocarburi da parte dei principali paesi industrializzati e in favore di politiche di riduzione delle emissioni, ed è stato ai primi posti nel criticare il Presidente Trump per la sua politica di disinteresse sul tema emissioni di carbonio. Ma quando ha ricevuto la richiesta di aiuto del governo della repubblica democratica del Congo perché contribuisse all'aumento della produzione agricola del paese per la sussistenza della popolazione in crescita esplosiva (media di 7 figli per donna, popolazione raddoppiata dal 1990: da 30 a sessanta milioni), di fronte alla richiesta antropica di più cibo, il governo ambientalista norvegese ha deciso di contribuire alla deforestazione di 20 milioni di ettari di foreste tropicali nel paese africano per favorire la voltura del terreno forestale a terreno agricolo atto alla produzione di cereali e altri prodotti ( o per destinarlo ad allevamenti) per la alimentazione della popolazione. Non solo, ma ha deciso di finanziare la deforestazione insieme ad imprese private, tra cui Unilever, Mars e Nestlè, con l'obiettivo di raggiungere 400 milioni di dollari di investimento in una impresa che collega il governo norvegerse alle imprese private nel raggiungere i "traguardi per il benessere dell’umanità, come la riduzione della povertà". Poiché la contraddizione raggiungeva l'ipocrisia in maniera evidente, sia la premier norvegese che Paul Polman amministratore delegato dell'Unilever si sono affrettati a dichiarare che insieme alla deforestazione "a scopo umanitario" il consorzio pubblico-privato farà interventi di salvaguardia per altre aree forestali. "Excusatio non petita accusatio manifesta" dicevano i latini. Tutto questo attivismo di Norvegia e imprese private contro la grande foresta della Valle del Congo e contro le specie che vi vivono è passato completamente sotto silenzio da parte delle maggiori organizzazioni ambientaliste. Un silenzio assordante. Nessuno degli ambientalisti ha contestato l'aiuto cosidetto umanitario al Congo, aiuto che costerà al pianeta la perdita di gran parte della seconda più grande area forestale della Terra, la perdita di una biodiversità inestimabile con migliaia di esemplari di scimpanzè, bonobo ed elefanti della foresta e con loro centinaia di altre preziose specie in via di estinzione. Nessuno dei Verdi così furiosi nel criticare Trump per il consumo di idrocarburi, ha nulla da dire sul fatto che verranno distrutte foreste africane che immagazzinano ogni giorno enormi quantità di carbonio togliendole all'atmosfera e combattendo l'effetto serra. Non solo gli alberi immagazzinano grandi quantità di carbonio, ma anche i suoli: gran parte delle concessioni su cui avverrà la deforestazione in Congo si trovano su spessi strati di torba. Questi contengono in media quasi 2.200 tonnellate di carbonio per ettaro. Fino a 10 miliardi di tonnellate di CO2 potrebbero essere rilasciate con gli abbattimenti, secondo le stime di RFUK (organizzazione Rainforest Foundation UK ) . L’equivalente delle emissioni di carbonio della Norvegia nei prossimi 200 anni. Nessuno degli ambientalisti del politicamente corretto ha nulla da dire sul fatto che questo crimine ambientale avviene in un paese dove non si fa nulla per ridurre i tassi di natalità rispetto agli attuali folli sette figli per donna (figli che allo stato attuale non hanno risorse di cibo sufficienti né possibilità di vita economica dignitosa). Su questo domina un silenzio tombale. Prima viene l'uomo, di fronte alla cui crescita di numero e di consumi è vietato porre qualsiasi limite. La ecologica Norvegia dunque, che tanto dice di lottare per ridurre le emissioni di carbonio, contribuisce così in maniera massiccia all'aumento di quelle emissioni allo scopo di mantenere l'ulteriore crescita demografica di Homo.

34 commenti:

  1. temo che più che prima venire l'uomo sarebbe un prima viene la corsa al metter su famiglia quando già è impossibile sfamare se stessi.

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  2. "le emissioni in Germania sono aumentate negli ultimi due anni in quanto sono stati bruciati più idrocarburi per compensare l'energia nucleare ridotta e una inaffidabile produzione solare ed eolica"

    Occhio che i primi della classe nell'autolesionismo siamo sempre noi (anche per il decremento demografico e relativa immigrazione), gli altri fanno solo chiacchere e propaganda: la germania consuma 270 milioni di tonnellate di carbone annue (dato costante da vent'anni, prima ne bruciava di piu'), noi meno di un decimo, 23. Lo stesso vale per quasi tutti gli altri paesi a parole superecologisti del nord europa, anche per i primi della classe, esclusa Francia che coi suoi 60 reattori nucleari di carbone ne consuma circa quanto noi, 22 milioni di tonnellate.

    Trovate una miniera di dati interessanti su questo sito:
    http://www.indexmundi.com/energy/?country=de&product=coal&graph=consumption
    Ovviamente i dati per avere senso nel confronto devono essere rapportati alla popolazione complessiva.

    La fregata degli accordi sul 20-20-20 (me li ricordo Prodi e Pecoraro Scanio che tornarono orgoglioni dalla firma) stava nel fatto che bisognava tutti ridurre i consumi nella uguale percentuale a prescindere da quanto uno gia' consumasse/risparmiasse. E noi subito a firmare l'impegno, tagliandoci le gambe mentre gli altri, piu' ricchi, hanno continuato a impestare il mondo... questa e' una delle tante ragioni del declino dell'italia.

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  3. Perché scomodare la Norvegia quando basta pensare a quel che stiamo sentendo in merito al lago di Bracciano e all'approvvigionamento idrico di Roma? Hai sentito qualcuno, in questi giorni, collegare l'avidità idrica crescente dei nostri luoghi con l'aumento di cinque milioni di persone nel giro dei soli ultimi quindici anni? (magari sottolineando, per buona misura e correttezza del dato, che quei cinque milioni manco sono Italiani...) Io devo essere particolarmente distratto, perché non ho sentito neppure una parola in merito.

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    1. Non l'ho sentita, ma l'ho letta, anche se su pagine viste come fumo negli occhi dalle nostre amate ed amabili dirigenze, pagine "populiste", "rassiste", "sovraniste", brutti, cacca, diavolo. Tipo qui e qui. Irrilevante, ma evidentemente c'è ancora chi si arroga il diritto di pensare con la propria testa e, udite udite, di dire quel che pensa sia il caso di dire. Nell'attesa dell'intervento della digos o di qualche altro organismo ormai divenuto braccio armato della repressione antidemocratica (che lo sia sempre stato?).

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    2. Ho dato un'occhiata ai link che parrebbe di estrema destra nazistoide che citi, il cui concetto di fondo mi pare sia questo:

      "Ad esempio a Roma, se non ci fossero Zingari, immigrati, clandestini e cosiddetti profughi l’acqua pro-capite a disposizione sarebbe superiore a quella attualmente disponibile. Abbastanza, probabilmente, ad evitare razionamenti."

      In realta' roma e' una citta' di quasi tre milioni di abitanti, il 5 per cento della popolazione italiana, che vive da 2000 anni sostanzialmente di prelievo fiscale sul territorio circostante, senza produrre nulla in proprio: quindi uno dei posti in assoluto piu' sovrappopolati del mondo gia' di suo, senza bisogno di prendersela con zingari, immigrati, clandestini e profughi, che semmai in quell'ambiente si dovrebbero mimetizzare benissimo.


      E poi Sergio si stupisce se qualcuno "magari ci fa passare per nemici del genere umano". E cosa dovrebbe fare quel qualcuno, se i compagni di viaggio sono cosi'?


      Sentite cosa dice Massimo Fini di roma, in un articolo di qualche mese fa:

      "Sfido chiunque a trovare in Roma, negli ambienti amministrativi e dirigenziali, qualcuno di cui si possa essere sicuri che non sia stato coinvolto, in passato, nell’illegalità diffusa della Capitale. Già nel 1955 lo scrittore Manlio Cancogni pubblicava sull’Espresso un articolo dal significativo titolo “Capitale corrotta=nazione infetta”. Da allora la situazione non ha fatto che peggiorare. Roma ha effettivamente infettato l’intero Paese. Non si tratta della mafia, della camorra, della ’ndrangheta che sono perlomeno organizzazioni strutturate e quindi, almeno in linea teorica, individuabili. Non si tratta di un cancro ma di una metastasi. Nel 1980 pubblicai sul Settimanale un’inchiesta intitolata “Via da Roma la capitale”. La classe dirigente piemontese che aveva fatto l’Italia unita si spogliò generosamente del ruolo di capitale, che all’inizio era Torino, pensando che Roma, per la sua centralità geografica, fosse più adatta. Fu una scelta generosa ma sbagliata. Roma è come una cozza che ha finito per raccogliere, moltiplicare ed espandere tutto ciò che di marcio c’è nel nostro Paese. Gli uomini politici, d’affari, gli intellettuali che intervistai per quell’inchiesta dissero che la mia proposta provocatoria era utopica e inattuabile, ma qualcuno suggerì di spostare perlomeno da Roma alcuni ministeri e competenze come avviene in altri paesi democratici (Bonn e Berlino, per esempio, in Germania). Ma naturalmente non se n’è mai fatto nulla. Roma è un fatto quasi unico nel mondo occidentale. Come Londra, Parigi, Vienna, Roma è capitale a tutti gli effetti, è cioè la città più importante del Paese, ma a differenza di Londra, di Parigi, di Vienna non ha nessuna dimensione e nessun retroterra industriale. E’ la tipica città che consuma e non produce. Con tutte le conseguenze del caso.
      Da quella lontana inchiesta del 1980 Roma ha accentrato ancora più poteri. Nei settori dei media per esempio. Tutti i network più importanti hanno la loro sede principale a Roma. La Rai di Milano, per non parlare di quella di Torino, è stata praticamente spogliata. I giornali che contano possono aver sede anche a Milano ma i loro direttori fanno riferimento a Roma e molto spesso sono scelti dai poteri romani. Molti giornalisti che contano sono contigui, se non affiliati, ai politici della Capitale. Anche il mondo dell’imprenditoria, ovunque si trovi, deve render conto a Roma. E così via.
      Come si può pensare che un giovane sindaco come Virginia Raggi possa guarire questo cancro metastatico? Ci vorrebbero decenni. Roma dovrebbe essere rasa al suolo come fecero i lanzichenecchi che la ridussero a 37 mila abitanti. Oggi ce la potrebbe fare, forse, solo Al Baghdadi se pianterà la sua bandiera nera sul Vaticano e su tutto ciò che vi sta intorno. In attesa, noi preferiamo tenerci la Raggi pur con tutte le sue debolezze."

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    3. Alla fine della fiera, Roma o non Roma, ti sentiresti di sostenere che avere aggiunto cinque o sei milioni di persone in una quindicina d'anni, persone ora fisicamente presenti sul territorio italico oltre ai troppi che già c'erano, attenua (o anche solo non peggiora) i problemi di natura ambientale, ivi comprese le ricorrenti "crisi idriche"?

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    4. quote: "Oggi ce la potrebbe fare, forse, solo Al Baghdadi se pianterà la sua bandiera nera sul Vaticano e su tutto ciò che vi sta intorno. "
      certo, gran trovata, dalla padella alla brace, no? per la serie tappiamo un buco con una voragine ci va a nozze. il colmo sarebbe rallegrarsene, ma oramai dati gli ultimi chiari di luna non dovremmo più sbalordirci di nulla. e rassegnarci come Sergio al declino in stile pozzo senza fondo

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    5. "ti sentiresti di sostenere che avere aggiunto cinque o sei milioni di persone ecc"

      Sai bene cosa ti rispondono: che acqua ce ne sarebbe anche per 100 milioni basta non sprecarla. E magari e' anche vero, l'alternativa di stare in pochi nell'abbondanza delle risorse o stare in tanti nella miseria del centellinamento, e' ancora ampiamente disponibile, attualmente strabocchiamo di risorse, cibo, energia, di tutto, diciamoci la verita'. Quindi come stare, al momento, e' solo questione di gusti, ognuno ha i suoi, e la maggior parte della gente, la Maggioranza, ama la folla, tant'e' che tende ad ammassarsi dove gia' ci sono tutti gli altri, perfino e anzi soprattutto per divertirsi.

      Se vuoi che qualcuno cominci a condividere i tuoi gusti e valori, ti consiglio di cambiare strategia comunicativa, soprattutto per fare un favore a quelli che probabilmente come te non amano la ressa, sono un po' solitari e misantropi, e proprio per questo non gradiscono di essere apparentati alle ideologie di massa, neanche a quelle che non sembrano tali solo perche' adesso sono minoritarie. Adesso. Poi se vanno al potere vedi qual e' il loro vero volto... e se fossi in te non conterei troppo su quelli che ce l'hanno con le categorie di untermensch di cui sopra, eliminati gli untermensch, storicamente, poi costruiscono il loro di formicaio, non illuderti. E, col tuo spirito da bastian contrario, puoi star certo che metterebbero anche te nell'elenco dei nemici dell'umanita' (che solo la loro e' degna di essere davvero considerata tale, beninteso) ;)

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    6. La domanda era per te, Diaz, non per quelli là.

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    7. Non far finta di non capire, "e magari e' anche vero", e "al momento, e' solo questione di gusti", ho detto.

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    8. Dunque la tua risposta, evitando giri di parole, è "sì, avere aggiunto cinque o sei milioni di persone in una quindicina d'anni, persone ora fisicamente presenti sul territorio italico attenua o almeno non peggiora i problemi di natura ambientale, ivi comprese le ricorrenti 'crisi idriche'"? E' questo che stai dicendo?

      Sui gusti lasciamo perdere, perché ci porterebbe fuori strada.

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    9. Sto dicendo che non li peggiora _necessariamente_, ad esempio se si diminuiscono di altrettanto i consumi individuali e se ne migliora l'efficienza, che e' quello che predicano TUTTE le declinazioni dell'ecologismo di tutti i siti compreso questo.

      Quello che sicuramente peggiora _per noi qua dentro_ invece e' l'"effetto folla", l'"effetto sovrappopolazione", l'effetto "mi manca l'aria", nonche' l'"effetto condominio" che richiede sempre piu' stretta normazione a scopo di "giusta" redistribuzione di risorse sempre piu' scarse (anche ambientali, cosa che ognuno intende a modo proprio e piu' o meno fantasioso e creativo) e di forzata convivenza in una gabbia sempre piu' ristretta.

      Per cui ripeto "attenzione al modo in cui si cerca di portare all'onore delle cronache la consapevolezza dell'ambiente e della sovrappopolazione, perche' immancabilmente avremo che entrambi gli estremismi squilibrati sia della destra fascio-nazional-identitaria che della sinistra anticapitalista antiglobalista e ambientalista ne approfitteranno per strumentalizzare la questione in modo da ottenere leggi e norme che creeranno artificialmente a scopo preventivo la condizione di claustrofobica illiberta' individuale a prescindere da che sia necessario, perche' sono fatti cosi', terrorizzare la gente per scopi di onore politico e' la loro tara mentale.

      Chi ha un po' di sale in zucca, e zucca sulle spalle, deve essere consapevole di questa immancabile tendenza e prevenirla gia' da subito, che quando si scaglia una massa umana contro qualcosa, l'effetto valanga e l'inerzia sono immensi, non si riesce piu' a correggerne la rotta poi: e' necessario che lo spirito critico sia sempre predominante, e anche se in tal modo l'efficacia sara' minore, sara' minore anche il rischio di derive indesiderate.

      Occhio a fare gli apprendisti stregoni. Neanche tu devi essere piu' giovanissimo come tutti piu' o meno qui dentro, e vedi con l'esperienza che di tutte le istanze che abbiamo seguito/sostenuto negli anni/decenni passati, qualsiasi esse fossero, nessuna ha portato dove ci si prefiggeva: secondo me va compreso che questo non e' un incidente dovuto a inappropriatezza nel perseguimento, e' intrinseco a qualsiasi istanza, lo scetticismo e la correzione strada facendo sono d'obbligo, mentre la fissazione monotematica e rigida e' ottusa e disastrose.

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    10. Traducendo, stai dicendo che dovremmo fare di buon grado sacrifici non per goderne i benefici di riflesso su altri versanti, bensì semplicemente per poter essere più "ospitali" e, conseguentemente, numerosi. Ah, be'...

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  4. Agobit, l'ho già detto e lo ripeto: a che servono queste geremiadi? A niente, questi discorsi non interessano nessuno. Hai perso, abbiamo perso. Sarà quel che sarà. Probabile che finisca male, ma ci sono anche ottimisti convinti che ce la caveremo. In altre parole: puoi chiudere il tuo blog e goderti la vita o quel che resta. Non sono affatto un cinico, ma che vuoi fare se nessuno ci c...a o magari ci fa passare per nemici del genere umano? Io mi sono stancato e sono rassegnato.

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    1. Due risultati indiretti pero', di quelli da 'eterogenesi dei fini', si sono ottenuti:

      1- a destra, col riemergere dei nazionalismi identitari nazifascisti, che non aspettavano altro che il solito pretesto del meticciato e dell'"invasione degli ultracorpi" per manifestarsi e risguainare manganelli e ruspe, per ora solo metaforici;

      2- a sinistra, con la pan-normazione giuridico-positivistica e l'assegnazione di un'etichetta col prezzo che attesti un valore monetario a TUTTO, una specie di universalizzazione della tessera annonaria, col pretesto della scarsita' delle risorse che come hanno indicato i vari movimenti verdi "c'e' si', ma dipende dal capitalismo e dall'egoismo dell'uomo" (prima ascoltavo la trasmissione delle 10 su rairadio3 sull'acqua, e un ascoltatore, manifestando una posizione estrema ma che era nel succo di quasi tutti gli sproloqui, e' arrivato a dire che bisognerebbe centuplicare il prezzo dell'acqua, cosi' non verrebbe piu' sprecata, con unica voce discordante quella di Piero Bevilacqua, se non ho capito male: )

      Due gran bei risultati del cazzo che forse dovrebbero indurre ad un po' di autocritica. Visto che pare assodato che a fornire i fini alla gente sia la pancia, cioe' l'istinto, di queste probabili derive si sarebbe dovuto tenere conto fin dall'inizio.

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  5. Tempo fa non accettavo l'ultimo punto di vista espresso da Sergio. A una decina e passa di anni di distanza devo dire che aveva ragione allora ed ha ragione adesso. L'unica differenza, credo, nel mio atteggiamento rispetto al suo è che prendo la cosa in modo molto più acido e sarcastico che in modo rassegnato. E non ne faccio mistero, né in rete né "faccia a faccia".

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    1. "A una decina e passa di anni di distanza..."

      Ci conosciamo già da così tanto tempo? Non ricordo. O forse alludi alla decina d'anni e passa da quando "militi" per la causa. Fra parentesi, qual è l'etimologia del tuo nome di battaglia? Key significa chiave e smash nel tennis è la schiacchiata, no? O è un nome di pura fantasia senza senso per non declinare le tue generalità, con tutti questi corvi in giro pronti a denunciare gli hate speechers? Comunque le "autorità" penso ti, ci abbiano già individuati e schedati per la prossima retata alla Erdogan. Io a dir la verità sono ancora un po' al riparo perché la Svizzera non è stata ancora completamente occupata dall'UE e il "mandato d'arresto europeo" non può essere eseguito (a meno che in quanto cittadino europeo non possa lo stesso essere estradato). Ma lo sai cosa è il mandato d'arresto europeo? Se qualcuno in una periferia dell'impero si sente offeso dai tuoi discorsi di odio può farti arrestare e estradare nel suo paese, davanti a giudici di cui non conosci la lingua, e sarai processato colà (magari in Turchia quando fare finalmente parte dell'UE). Con l'arresto va di passo naturalmente anche il blocco o la confisca dei tuoi beni che saranno incamerati dopo la condanna. Quindi fa' attenzione, modera i termini quando ti esprimi; anche i muri hanno le orecchie.

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    2. Sergio, ci conosciamo eccome. Per darti un indizio, tra me e te ti ricordo che "key" significa anche "tasto"...

      In merito ai timori, nei miei discorsi non ravviso "odio", piuttosto esortazione a forme di pensiero più razionali, basate su un'osservazione più empirica dei fenomeni che ci circondano in quanto individui. Ne ho, per così dire, abbastanza di speculazioni sui "massimi sistemi" (quardare "oltre" molte volte è una strategia per non dover guardare quel che si ha a pochi centimetri dal naso).

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    3. Anche "acidità" e "sarcasmo" non sono certo assimilabili all'odio. Piuttosto all'amarezza.

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  6. @Sergio. Non sarei cosi' pessimista sulla nostra battaglia. Certo siamo ancora infima minoranza. Ma vedo che la presa di coscienza sulla sovrappopolazione umana quale causa principale del disastro ecologico dell'antropocene avanza e non solo in Italia. Blog e pubblicazioni sull'argomento aumentano giorno per giorno. Il 19 luglio sul corriere della sera e' stato pubblicato un articolo di Stefano Passigli (ex deputato pd ed ex ministro del governo d'alema) in cui l'autore propone politiche nuove verso l'Africa che prevedano il controllo delle nascite, come unico modo per risolvere la crisi attuale delle migrazioni. Afferma Passigli: "E' essenziale il diffondersi di una cultura che permetta efficaci azioni di controllo delle nascite". Impensabile solo qualche anno fa...

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    1. Davvero? Ma va'! La cosa mi sorprende. Però siamo ormai fuori tempo massimo. Finché l'aria cambierà (se davvero cambierà) l'Africa avrà mezzo miliardo o persino un miliardo di persone in più. Saremo comunque travolti, a meno che non succeda qualcosa d'imprevisto. E pensare che l'occidente è superarmato. Poi ci sono sempre quelli che remano contro: l'ONU, che ha approntato un piano di ripopolamento dell'Europa decadente e senescente senza chiedere il parere degli europei, e poi anche la Chiesa e i comunisti ed ex comunisti nostrani che odiano entrambi l'Italia e gli Italiani.

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    2. "Impensabile solo qualche anno fa..."

      Veramente e' almeno dagli anni '70 in poi che le amministrazioni americane democratiche lottano contro gli integralismi religiosi di tutto il mondo (senza i quali purtroppo le destre "liberali" occidentali non hanno nessuna speranza di vincere le elezioni), nel tentativo di evidenziare in agenda l'argomento. Il risultato e' che tutta la reazione clerico-fascista urla all'olocausto dei non nati (e non si parla di aborti, ma solo di procreazione responsabile... questa e' la situazione, ma ve ne accorgete, in che mondo vivete?
      Questi argomenti vengono strumentalizzati politicamente al massimo, ingigantendoli e criminalizzandoli, per bassamente lucrare voti soldi e potere. Col risultato che loro sono i santi e noi i delinquenti.

      E poi ci sono demenzialita' tipo questa che gli darebbero anche ragione:

      Un anticoncezionale infettivo?
      http://www.oilcrash.com/italia/infettv.htm

      Sveglia... c'e' tre quarti o piu' di "italia profonda" che crede di mettersi fra i buoni e i "redenti" dando ragione a questi, perche' il loro messaggio e' piu' semplice e strumentalizzabile.

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  7. Ma quale decrescita d'Egitto!

    Il parere di Radio Spada:

    https://www.radiospada.org/2013/03/decrescita-infelice-e-grilli-per-la-testa/

    Un passaggio di questo articolo:

    "Il neo-malthusianesimo (che è una raffinatissima forma di razzismo eugenetico) si è fuso con l’ecologismo e trova nell’ONU le sue massime espressioni di dominio culturale, presupposti del Pensiero Unico, base di un Governo Mondiale."

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  8. nell'ONU? ma siamo proprio sicuri? non mi pareva...

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  9. INCREDIBILE !!!!!!

    Qualcuno si è accorto dell'esplosione demografica in Africa e osa pure scriverci un articolo su:

    http://www.simofin.com/simofin/index.php/italia/13484-popolazione-africana-aumento

    Sarebbe bello sentire i commenti dei nostri eroi. Già li sento dire che c'è da mangiare per tutti, la terra può nutrire anche 15 miliardi di uomini-formiche. E da bere? I romani sono ... con l'acqua alla gola (per mancanza d'acqua). E poi anche se avessimo da mangiare e da bere ci sarà lavoro per tenere occupata tutta sta gente? Perché con le mani in mano non si può stare, s'impazzisce. Ma vogliamo ovviamente un lavoro vero, dignitoso (l'ha detto anche il papa). Ma chi li creerà i posti di lavoro?

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    1. La notizia era in prima pagina centrale su ItaliaOggi di oggi 26 luglio 2017, che e' uno dei pochissimi quotidiani italiani seri, letti da "quelli che contano", e percio' totalmente sconosciuto ai piu':

      "La popolazione africana: 221 mln nel 1950, 1.250 adesso e 2.800 nel 2050. I dati sono ONU."

      http://www.giornalone.it/giornali/italia_oggi-2017-07-26-597848c6aee6a.jpg

      Del resto si tratterebbe del raddoppio ogni 20-30 anni che e' la stessa dinamica che ha caratterizzato i paesi arabo-islamici baciati dalla benedizione di allah delle rimesse petrolifere post-1973.

      Per caso l'ho sentito stamattina alle 6:45 nella lettura della rubrica primepagine di radioradicale.

      Probabilmente se si riuscisse a togliere la stimmata di neomalthusianesimo-darwinian-nazifascista all'argomento se ne accorgerebbero tutti, ma bisognerebbe che gli idioti malati di bullismo adolescenziale mai risolto venissero isolati e messi da parte (inutile aspettarsi che lo facciano da soli). Poi ognuno giudichi da se' a quale categoria ascriversi.

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    2. L'articolo completo e' qui:

      http://www.italiaoggi.it/giornali/dettaglio_giornali.asp?preview=false&accessMode=FA&id=2198026&codiciTestate=1&sez=giornali&testo=onu&titolo=La%20popolazione%20africana:%20221%20mln%20nel%201950,%201.250%20adesso%20e%202.800%20nel%202050.%20I%20dati%20sono%20Onu

      La popolazione africana: 221 mln nel 1950, 1.250 adesso e 2.800 nel 2050. I dati sono Onu

      di Pierluigi Magnaschi

      La popolazione africana sta aumentando in maniera esponenziale. I dati che forniremo sono, a scanso di equivoci, quelli ufficiali elaborati dal Dipartimento affari economici e sociali dell'Onu. In base ad essi si apprende che nel 1950 la popolazione africana era di 221 milioni di persone. Adesso, essendo arrivata a 1.250 milioni, vuol dire che essa, nel giro di soli 67 anni, è aumentata del 565%. Ma la crescita non finisce qui. Infatti, sempre in base alla previsioni dell'Onu, la popolazione africana sarà pari a 2.800 milioni di persone nel 2050. Cioè è destinata a più che raddoppiare in poco più di una sola generazione.

      Il problema dell'esplosione demografica non è solo dell'Africa. Lo è stato, e in modo molto simile, anche per la Cina. In questo paese infatti il numero delle bocche da sfamare aumentava più che proporzionalmente rispetto all'aumento della produzione, per cui il paese si avvitava in una cronica spirale di sottosviluppo che era incontrastabile se non con una drastica politica anticoncezionale, che ha certo provocato pesanti contraccolpi sociali e antropologici, ma ha anche innescato lo sviluppo economico. Quest'ultimo non solo ha consentito di dare da mangiare a tutti i cinesi, ma ha anche permesso di iniziare un processo che ha reso la Cina, nel giro di pochi decenni, una potenza globale che ormai tallona, in molti settori, gli Stati Uniti d'America.

      Senza il drastico controllo delle nascite (su questa relazione concordano tutti gli analisti più seri) la Cina oggi sarebbe ancora un paese sottosviluppato. Lo stesso problema si sta riproponendo oggi anche per l'Africa. L'alluvione di immigrati trova nella crescita demografica incontrollabile una delle spiegazioni, anche se non la sola. Tuttavia la crescita demografica africana rimane ineludibile anche se il Papa, ad esempio, fa finta di non averla presente, visto che nei suoi innumerevoli discorsi non ne ha mai fatto menzione nemmeno per condannarla come ipotesi. E anche i politici occidentali si tengono alla larga da questo problema pur sapendo (e se non lo sanno è peggio per loro) che questo è un nodo del problema che presto saranno chiamati anch'essi a sciogliere.

      La ragione principale della pressione migratoria verso l'Europa resta di tipo antropologico e comunicazionale. L'Africa è un continente che sta cercando la sua strada (e in certe aree, non vaste e a macchia di leopardo, l'ha trovata) ma che, in genere, vive in condizioni molto simili a quelle del nostro Medioevo nella zone rurali di allora. Ma i giovani africani, questa volta, rispetto ai loro omologhi italiani del Tredicesimo secolo, vivono sì nella miseria ma hanno il cellulare nelle loro mani per cui, tra il fango della strade e sotto i tetti precari delle loro abitazioni-catapecchie, tengono in mano il mondo dorato di un Occidente descritto (e percepito) come un mondo dove tutti posseggono abitazioni sontuose, auto sportive, champagne a fiumi e donne splendide e quasi svestite e quindi (per la loro percezione) anche disponibili a tutti.

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    3. I trafficanti di migranti (una nuova carriera professionale che è in crescita anch'essa esponenziale nei paesi del centro dell'Africa) fanno capire a questi giovani che bastano 3 mila euro (che sono un'enormità per gente che vive in comunità dove un reddito mensile equivalente a 300 euro è una sinecura) che bastano 3 mila euro, dicevo, per arrivare alle coste italiane e da qui afferrare quel mondo, non solo per sé, ma anche per i loro familiari e per i vicini di casa che saranno chiamati a ricongiungersi con i più giovani e i più spavaldi. Ecco perché parenti e vicini non esistano a tassarsi per riuscire a racimolare la somma necessaria per arrivare al Paradiso in terra che non è stato loro descritto, come avveniva in passato, ma che loro tengono in mano con l'iPhone.

      In una straordinaria intervista di Giancarlo Perna, pubblicata nei giorni scorsi da la Verità, al novarese Alberto Cicala, documentarista con residenza in Nigeria (un «paese che conosco come le mie tasche», dice) si apprende che «questi giovani abitano in capanne, bevono acqua e fango dai pozzi, vivono tra salmonellosi e malaria. Tutti però hanno i cellulari e guardano di continuo le televisioni satellitari. In primis, quelle italiane. Senza audio perché non capiscono la lingua. Solo immagini: il verde, le belle città, la gente ben vestita. A loro sembra il paradiso. La sera, i giovani, con le strade senza illuminazione, non hanno nulla da fare e si riversano nelle balere. Dei tipi gli ronzano subito intorno chiedendo: ''Hai finito la scuola. Vuoi fare studi migliori? Ti portiamo in Italia dove tutto è gratis, si fa la bella vita e hai il permesso di soggiorno in sei mesi. Ti spiego io come farlo e dillo pure ai tuoi fratelli e sorelle''. Gettata l'esca, il trafficante sa che abboccheranno tutti».

      Ecco perché, anziché cincischiare alla ricerca di soluzioni buoniste che non esistono (o di aiuti dai paesi europei che non verranno) bisogna subito bloccare le rotte e gli attracchi, non perché si è feroci e insensibili ma perché, in caso contrario, il tam-tam degli approdi facili e dell'accoglienza infinita, da parte dei paesi dove tutto è gratis, finirà per diventare incontrastabile, creando problemi drammatici e, in definitiva, irrisolvibili, con contraccolpi sociali e politici inimmaginabili che stupisce che i politici non abbiano ancora avvertito.

      Ma si sa, loro sono interessati a costruire filastrocche lenitive, narrazioni perditempo o a creare le gambe multiple ai loro partiti, con le liste fuse, apparentate, incollate, divise, in un gioco froebeliano da Monopoli che è allucinante in un momento in cui l'Italia avrebbe bisogno di un disegno strategico o almeno di una prospettiva condivisa. Invece tutto è sbriciolato e occasionale. Convinti, tutti, che il problema si risolverà da solo. Ma non sarà così, purtroppo. Stupisce solo che di questo problema, ribaltando le sue convinzioni precedenti, si sia accorto solo Grillo, non per offrire soluzioni, purtroppo, ma solo per rastrellare più voti. Gli stessi che sta perdendo Renzi.

      Pierluigi Magnaschi

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    4. Fra l'altro e' lo stesso articolo, originale, di cui hai linkato il link tu, Sergio.
      Su ItaliaOggi l'originale, comunque, riportato nella sua interezza per comodita'.

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    5. Ottimo articolo, peraltro 'Italia oggi' (se non sbaglio) afferisce all'area filosofico-politica di Centrodestra e quindi mi auguro che non prema l'acceleratore pro rilancio della natalità italiana ed europea: rilancio che vanificherebbe tutti i benefici di un (eventuale) calo della fecondità nei Paesi afro-asiatici che lo mantengono (troppo) elevato...

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  10. cari amici del blog, mi scuso se vado ot, ma è necessario per accomiatarmi...momentaneamente! ha ha, avete pensato che me ne andrò per sempre? tornerò, ma a fine anno, a causa dei troppi impegni con l'università, che a ogni nuovo semestre ci fa lavorare sempre di più. e siccome voglio mantenere la buona media del 10, che l'anno prossimo mi garantirà un posto da assistente professore pagato, alcune attività devo per forza sospenderle fino alle ferie di Natale. ci si "vede" a fine anno...

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    1. Ma non è una cosa seria ... Un posto da assistente professore pagato? Tu quoque ...

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  11. A proposito di incendi:

    https://agrariansciences.blogspot.it/2017/07/il-declino-globale-delle-aree-soggette.html

    L'articolo e' di Luigi Mariani, non un dilettante allo sbaraglio, bensi' uno dei piu' competenti agrometeorologi, storici dell'agricoltura e agronomi italiani.


    Riassunto: La sensibile riduzione delle aree soggette a incendi (-24% a livello globale dal 1998 al 2015) segnalata in un articolo di Andela et al. (2017) apparso su Science, è da considerare un indicatore della tendenza dell’uomo a ridurre il proprio impatto sull’ambiente. Tale ricerca è l’occasione per analizzare dal punto di vista storico, etnografico ed ecologico il ruolo del fuoco. La scoperta del governo del fuoco, avvenuta circa 1 milione di anni ad opera del nostro progenitore Homo abilis, è stata di enorme aiuto per i nostri antenati durante la lunga fase di caccia e raccolta, per poi divenire uno strumento potente nelle mani dei popoli di agricoltori del neolitico. In questa sede si evidenzierà che l’abbandono del fuoco per la gestione degli ecosistemi non presenta unicamente effetti positivi, tant’è vero che in alcuni ambienti di prateria l’incendio controllato viene oggi utilizzato per favorire il persistere di specie vegetali e animali che sarebbero altrimenti destinate a scomparire.

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